Dal 9 all’11 marzo 2026 abbiamo partecipato ad Atene alla formazione del progetto Erasmus+ ACCESS, insieme a 24 tra insegnanti ed educatori provenienti dai paesi partner (Italia, Belgio, Spagna, Grecia e Romania). Il formato residenziale di tre giorni è stato scelto per favorire un lavoro intensivo e uno scambio continuo tra i partecipanti: la condivisione prolungata di tempi e spazi ha reso più efficace sia l’approfondimento dei contenuti teorici sia la sperimentazione pratica delle attività proposte.
Durante la formazione abbiamo lavorato su cinque aree tematiche tra loro strettamente collegate. In primo luogo, è stato affrontato il rapporto tra linguaggio, funzioni esecutive ed emozioni, con l’obiettivo di comprendere meglio come questi aspetti influenzino i processi di apprendimento. Si è poi discusso dell’identificazione precoce degli indicatori di rischio in classe e nei contesti educativi, sottolineando l’importanza di un approccio preventivo da parte di insegnanti ed educatori.
Un’attenzione particolare è stata dedicata all’Universal Design for Learning (UDL), inteso come principio guida per la progettazione di percorsi formativi inclusivi fin dall’inizio. In questo senso, abbiamo riflettuto su come offrire molteplici modalità di rappresentazione dei contenuti, di espressione e di coinvolgimento, evitando interventi di adattamento successivi.
Un ulteriore tema centrale è stato quello della riduzione del sovraccarico cognitivo nella progettazione didattica. Attraverso attività pratiche, abbiamo analizzato strategie utili a rendere le proposte educative più chiare, accessibili e sostenibili per tutte le persone coinvolte. Infine, è emerso con forza il ruolo di insegnanti ed educatori come agenti di prevenzione all’interno della comunità scolastica ed educativa, capaci di contribuire attivamente al benessere e all’inclusione.
L’obiettivo complessivo della formazione è stato quello di armonizzare le pratiche educative tra i partner europei, al fine di garantire pari opportunità di apprendimento anche a soggetti con diverse fragilità. In questo quadro, l’accessibilità è stata considerata non solo come un requisito tecnico, ma come un valore etico fondamentale che orienta le scelte quotidiane.
Il programma ha incluso anche momenti di attività all’aria aperta e giochi teatrali, pensati per favorire la conoscenza reciproca tra i partecipanti e rafforzare la dimensione collaborativa del gruppo. Queste esperienze hanno contribuito a creare un clima di lavoro aperto e partecipativo, in cui ciascuno ha potuto mettersi in gioco.
Concludiamo questa esperienza con strumenti operativi condivisi, ma anche con una maggiore consapevolezza del nostro ruolo: lavorare per l’accessibilità significa costruire contesti educativi in cui ogni persona possa sentirsi accolta e riconosciuta. È una responsabilità professionale, ma anche una scelta che coinvolge valori e visione, e che continuerà a orientare il nostro lavoro quotidiano.




